domenica 11 aprile 2021

Hans Christian Andersen: la Fiaba d'autore come Tendenza Attualizzante

 In PsicoFiaba (2019) scrivevo che ciò che salva l'essere Umano è la possibilità di narrarsi e come la Fiaba sia, difatti, pura narrazione.

Hans Christian Andersen

Da qui, Hans Christian Andersen, riconosciuto il primo “creatore di fiabe d'autore” (Rodia, 2012, p. 99), può essere considerato, come ci ricorda anche Noel Daniel (a cura di) nell'introduzione del volume “Le fiabe di Hans Christian Andersen” (Taschen Editore), uno dei primi sperimentatori del Racconto Magico in termini di introspezione e sublimazione (Luthi, 1947)  dei propri conflitti interiori.

Occorre sapere, infatti, che la fiaba d'autore si differenzia dal racconto popolare per il fatto che non nasce dalla raccolta di tradizioni orali folkloristiche, ma si nutre dell'immaginazione, del fantastico dell'autore che la compone, caricandola “di quella inquietudine tipica dell'uomo moderno” (Rodia, 2012, p. 99).

Nello specifico, le fiabe di Andersen - “La Sirenetta”, “L'intrepido soldatino di stagno”, “Il brutto anatroccolo, ecc… - sono un ritratto, profondamente evocativo e proiettivo, della sua condizione esistenziale contrassegnata da vicende personali difficili e dolorose, ma, allo stesso HAtempo, desiderose di riconoscimento personale (in tal senso, “Il brutto anatroccolo” rappresenta, non troppo velatamente” la propria riuscita personale dopo tanta sofferenza).

Nato, nel 1805, in Danimarca, da un famiglia povera (il padre morirà quando Hans è ancora un bambino “crescerà con una madre alcolizzata, una sorella meretrice e una nonna spigolosa (ivi; p. 100), l'Autore trasferirà sulla scrittura il suo bisogno di autorealizzazione e appartenenza sociale (Maslow, 1962).

Profondamente ambizioso e dalla fervida immaginazione, Andersen farà della propria arte narrativa un prodotto unico e riconosciuto universalmente, quale quello fiabesco, dove i racconti parlano, tra le righe, degli svariati aspetti del suo Sè in cerca di riscatto e attualizzazione esistenziale (Rogers, 1980).

Nonostante le condizioni di vita non favorevoli, il Nostro, spinto da quella che chiamiamo Tendenza Attualizzante (ibidem) produrrà innumerevoli fiabe destinate soprattutto all'infanzia: “la sua capacità tipica dell'età infantile di aprirsi alle immagini e ai suoni del mondo gli permetteva di scrivere per i più piccoli in maniera molto efficace” (Daniel, trad. It., p. 16).

Andersen, infatti, aveva la capacità di raccontare, con profonda dolcezza e umiltà, la bellezza delle cose semplici, piccole ma non per questo prive di importanza, senza dimenticare di coltivare, nonostante tutto, quel filo di speranza che non guasta mai.

Un Autore, allora, che ci ha regalato, come eredità, la possibilità di rinascere attraverso la narrazione personale: una narrazione fantastica delle proprie ambivalenze o incongruenze (Rogers, 1957). Del proprio dolore elevato, in modo sublime, ad Arte.


Francesca Carubbi

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